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  »  La "Zeza" a Bellizzi Irpino

In terra d’Irpinia, sulla strada che collega Avellino a Salerno, la via detta dei Due Principati, a 3Km da Avellino, su una collina ai piedi del monte faliesi, a 380 mt/slm, sorge un paesino che come un serpente si snoda sinuoso lungo la statale, siamo a Bellizzi Irpino, anticamente denominato il Casato delle Bellezze. Qui i regnanti di Avellino, i Caracciolo, amavano trascorrere intere giornate, godendo del fresco ponente che arrivava dal golfo di Salerno, dedicandosi alla antica arte della caccia col falcone. Sempre qui i Caracciolo ospitavano i cugini regnanti delle Due Sicilie che da Napoli venivano ad Avellino. Ivi quando arrivava il corteo reale, i contadini a sera si avvicinavano alla tenuta che ospitava i regnanti e al buio, nascosti tra i cespugli e le siepi, ammiravano gli artisti da strada che animavano le serate ai regnanti. Una delle manifestazioni che evidentemente ha colpito la fantasia dei popolani è stata certamente la rappresentazione della canzone di Zeza. E così dal ‘Seicento è giunta inalterata ai nostri giorni di bocca in bocca tramandata da padre in figlio. La Zeza ha la particolarità ancora oggi di essere rappresentata solo da uomini, i quali interpretano anche i ruoli femminili. Nel Seicento infatti le donne non potevano partecipare ad alcuna manifestazione, fu Napoleone che per primo introdusse i “femminielli e poi le donne nelle manifestazioni teatrali. A Bellizzi Irpino ancora oggi gli uomini a carnevale si travestono e mettono in scena la canzone di Zeza. Il “maestro” Roberto De Simone, fine conoscitore e studioso delle tradizioni popolari, ha sempre sostenuto che la nostra Zeza sia quella che più rispetta i canoni di quella originaria. In altri paesi la Zeza è si rappresentata ma da uomini e donne e somiglia molto di più ad una carnevalata che ad una sceneggiata. Non è un caso che la nostra Zeza sia stata ospite dei più famosi carnevali italiani, riscuotendo notevoli successi. 

 

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